Principianti

Siamo tutti principianti, nelle migliaia di cose che non sappiamo fare. E alcune volte il timore di non farcela ci blocca.

Peter J. Denning, nella rivista Communications of the ACM di luglio 2017, ha pubblicato “The Beginner’s Creed”, il Credo del Principiante.

Il Credo del principiante

Sono un principiante.

Sto entrando in un nuovo gioco di cui non so nulla.

Non so ancora come muovermi in questo gioco.

Vedo molte altre persone che adesso giocano questo gioco.

Questo gioco è andato avanti per molti anni prima del mio arrivo.

Io arrivo qui per la prima volta.

Mi piacerebbe imparare.

C’è molto da imparare:

La terminologia di base

Le regole di base

Le attività fondamentali

Le strategie di base

Mentre sto imparando queste cose posso provare diverse reazioni negative:

Sono preoccupato per quanto c’è da imparare

– Sono insicuro perché non so cosa fare

– Mi sento inadeguato perché non sono capace a farlo

Sono frustrato e scoraggiato dalla lentezza dei miei progressi

Sono arrabbiato perché non vengo guidato in modo sufficiente

– Temo di non riuscire a sodddisfare le aspettative su cui dipende il mio futuro

– Sono imbarazzato dal fatto che tutti possano vedere i miei errori

Ma questi stati d’animo fanno parte dell’essere un principiante. Non mi aiutano a raggiungere il mio obiettivo e a farcela.

Invece,

Se faccio un errore, chiederò quale lezione devo imparare.

Se scopro qualcosa, festeggerò la scoperta.

Se mi sento solo, ricorderò che ho molti amici pronti ad aiutare.

Se sono bloccato, chiederò aiuto ai miei insegnanti.

Nel tempo, farò meno errori.

Guadagnerò fiducia nelle mie capacità.

Avrò bisogno di meno supporto da parte dei miei insegnanti e amici.

Acquisirò familiarità con il gioco.

Sarò in grado di confrontarmi con altri a proposito del gioco.

Non farò promesse che non ho ancora la competenza di mantenere.

Ho l’ambizione di diventare competente, forse anche esperto o esperto in questo gioco. Ma per ora,

Sono un principiante.

– by Peter J. Denning

Crimini di guerra italiani, nelle colonie

All’estero si pubblicano libri sui crimini di guerra commessi nel secolo scorso dagli italiani in Libia e Etiopia. Certo, non solo da noi, però anche da noi.

Qui si evita di parlarne. E solo dopo trent’anni si è potuto vedere il film Il leone del deserto.

https://www.economist.com/news/books-and-arts/21725277-italians-it-was-garden-variety-colonial-atrocity-ethiopians-it-was-modern

The Power of Off. Staccare.

Always On, sempre connessi, sempre online. Non è la condizione naturale dell’essere umano. Non ci fa bene. E comporta una serie di aspetti negativi, di cui conviene tener conto.

The Power of Off è un libro di Nancy Colier, psicologa statunitense. Illustra una serie di situazioni che rivelano quanto è diffusa, crescente, comune una forma di dipendenza dagli strumenti digitali, in particolare dagli smartphone. Una delle prime cose che guardiamo quando ci si alza, una delle ultime che controlliamo prima di addormentarci, e innumerevoli volte mentre siamo svegli.

Non si tratta di rifiutare gli strumenti digitali. Si tratta di capire quando, come, quanto usarli – e quando staccarsene, per riuscire a usarli bene senza farsi travolgere.

 

L’Italia delle religioni: un pluralismo sprecato

Finita la secolarizzazione, riprende la dimensione religiosa. O almeno, sostiene il teologo Brunetto Salvarani, siamo in una post-secolarizzazione, caratterizzata dalla diversità dell’offerta e della domanda religiosa.

Non solo più le piccole minoranza storiche di ebrei e valdesi accanto al cattolicesimo dominante. Un milione e mezzo di italiani professano fedi diverse dalla cattolica, oltre ad alcuni milioni di immigrati. Oltre alla religione fai-da-te, che Salvarani chiama designer religion

Questa eterogeneità è potenzialmente una ricchezza, che va gestita in termini di rischi e opportunità a livello culturale, sociale, politico.

http://www.settimananews.it/saggi-approfondimenti/litalia-delle-religioni/