L’Italia delle religioni: un pluralismo sprecato

Finita la secolarizzazione, riprende la dimensione religiosa. O almeno, sostiene il teologo Brunetto Salvarani, siamo in una post-secolarizzazione, caratterizzata dalla diversità dell’offerta e della domanda religiosa.

Non solo più le piccole minoranza storiche di ebrei e valdesi accanto al cattolicesimo dominante. Un milione e mezzo di italiani professano fedi diverse dalla cattolica, oltre ad alcuni milioni di immigrati. Oltre alla religione fai-da-te, che Salvarani chiama designer religion

Questa eterogeneità è potenzialmente una ricchezza, che va gestita in termini di rischi e opportunità a livello culturale, sociale, politico.

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