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La matematica è noiosa

Noiosa, la matematica, e (o) difficile. I giochi matematici, invece, sono appassionanti, specie quelli sugli smartphone. Perché sono tutt’altra cosa rispetto alla matematica che si insegna a scuola.

Come effetto secondario, le app di giochi matematici aiutano anche a non trovare la matematica noiosa, e (o) troppo difficile.

Do your kids find learning math hard? There may be an app for that! di Keith Devlin, che insegna matematica all’università di Stanford ed è riuscito a farla amare perfino a me.

L’ora di lezione, di Massimo Recalcati

“Un insegnamento degno di questo nome non inquadra, non uniforma, non produce scolari, ma sa animare il desiderio di sapere. (p. 47)

Dove c’è didattica autentica, non c’è opposizione tra istruzione e educazione, tra contenuti cognitivi e relazione affettiva, tra nozioni e valori. (p. 83)

Cos’è, allora, un’ora di lezione? E’ un incontro con l’ossigeno vivo del racconto, della narrazione, del sapere che si offre come un evento. Anche quando i suoi oggetti sono teoremi, equazioni, vulcani, cellule, formule chimiche, non solo quadri di Tintoretto o di van Gogh, poesie di Saba o di Rilke. Accade ogni volta che la parola di chi insegna apre mondi nuovi. Ogni volta è un risveglio. (p. 91)

In classe si genera fiducia quando la parola dell’insegnante si rivela degna di rispetto e tale diventa solo se è appassionata a ciò che insegna. (p. 92)

[…] una lezione è tale solo se sa tenere sveglio il desiderio, se sa generare transfert, trasporto, innamoramento primario sul sapere. (p. 96)

Sono i maestri che non scordiamo, quelli che hanno lasciato un’impronta indelebile dentro di noi. E’ l’etimo del verbo insegnare: lasciare un’impronta, un segno, nell’allievo. Non li scordiamo solo per quello che ci hanno insegnato, per il contenuto dei loro enunciati, ma innanzitutto per come ce lo hanno insegnato, per l’enigma irrisolvibile della loro enunciazione, per la loro forza carismatica e misteriosa. E’ quello che più conta nella formazione di un bambino o di un giovane. Non il contenuto del sapere, ma la trasmissione dell’amore per il sapere. (p. 104).”

Come per altri libri di Recalcati, a volte chi non è uno specialista in psicoanalisi lacaniana si sente smarrito e vorrebbe lasciare il libro. Ma vale la pena proseguire, almeno per leggere il quinto capitolo, Un incontro.

L’ora di lezione. Per un’erotica dell’insegnamento, di Massimo Recalcati, Einaudi 2014.