Category Archives: religione

L’Italia delle religioni: un pluralismo sprecato

Finita la secolarizzazione, riprende la dimensione religiosa. O almeno, sostiene il teologo Brunetto Salvarani, siamo in una post-secolarizzazione, caratterizzata dalla diversità dell’offerta e della domanda religiosa.

Non solo più le piccole minoranza storiche di ebrei e valdesi accanto al cattolicesimo dominante. Un milione e mezzo di italiani professano fedi diverse dalla cattolica, oltre ad alcuni milioni di immigrati. Oltre alla religione fai-da-te, che Salvarani chiama designer religion

Questa eterogeneità è potenzialmente una ricchezza, che va gestita in termini di rischi e opportunità a livello culturale, sociale, politico.

http://www.settimananews.it/saggi-approfondimenti/litalia-delle-religioni/

Mitakuye Oyasin – preghiera Lakota Sioux

La preghiera dei nativi americani è centrata sulle relazioni – le mie con tutto ciò con cui sono entrato in contatto.

L’idea e il sentire sono affini all’insegnamento buddista dell’Interessere, spiegato qui (sottotitoli in italiano) da Thich Nhat Hanh:

Mitakuye Oyasin – Lakota Sioux Prayer

Aho Mitakuye Oyasin….

All my relations. I honor you in this circle of life with me today. I am grateful for this opportunity to acknowledge you in this prayer….

To the Creator, for the ultimate gift of life, I thank you.

To the mineral nation that has built and maintained my bones and all foundations of life experience, I thank you.

To the plant nation that sustains my organs and body and gives me healing herbs for sickness, I thank you.

To the animal nation that feeds me from your own flesh and offers your loyal companionship in this walk of life, I thank you.

To the human nation that shares my path as a soul upon the sacred wheel of Earthly life, I thank you.

To the Spirit nation that guides me invisibly through the ups and downs of life and for carrying the torch of light through the Ages, I thank you.

To the Four Winds of Change and Growth, I thank you.

You are all my relations, my relatives, without whom I would not live. We are in the circle of life together, co-existing, co-dependent, co-creating our destiny. One, not more important than the other. One nation evolving from the other and yet each dependent upon the one above and the one below. All of us a part of the Great Mystery.

Thank you for this Life.

Sul politeismo

Gli antichi Greci e Romani e gli altri popoli del tempo si scannavano per mille ragioni, ma non per motivi religiosi.

Il politeismo, la pluralità del divino, sembra accompagnarsi storicamente alla “curiosità” verso gli dei degli stranieri, che si spinge fino al ricercare le somiglianze con i propri e ad assimilarli. Un atteggiamento molto diverso da quello di chi riesce al massimo a “tollerare” credi diversi dal proprio.

È il tema di un libro di Maurizio Bettini – Elogio del politeismo: Quello che possiamo imparare oggi dalle religioni antiche (Il Mulino 2014)

La creazione secondo i Rigveda

Trovo affascinante l’inno alla creazione (X.129) dei Rigveda, la più antica raccolta di testi sacri indiani. Un manifesto del dubbio, una conclusione che lascia a bocca aperta.

“In quel momento non vi era né l’esistente, né il non-esistente.
Non vi era aria, né il cielo che è al di là.
Che cosa conteneva? Dove? Chi proteggeva?
C’era l’acqua, insondabile, profonda?

In quel momento non vi era né la morte né l’immortalità.
Non vi era segno della notte, né nel giorno.
L’Uno respirava, senza respiro, con il suo stesso potere.
Oltre a quello non vi era nient’altro.

In principio vi era oscurità nascosta da oscurità;
indistinguibile, tutto questo era acqua.
Ciò che era nascosto dal vuoto, l’Uno, venendo in essere,
sorse attraverso il potere dell’ardore.

In principio il desiderio venne prima di tutto,
che fu il primo seme della mente.
I saggi che cercavano nei loro cuori con saggezza
scoprirono il legame dell’esistente con il non-esistente.

La loro corda fu estesa attraverso:
che cosa c’era al di sotto e che cosa c’era al di sopra?
C’erano portatori di semi, c’erano poteri;
vi era energia al di sotto, e impulso al di sopra.

Chi lo sa veramente? Chi può qui dichiarare
da dove è stata prodotta, da dove viene la creazione?
Dalla creazione di questo universo gli Dei vennero successivamente:
chi allora sa da dove ciò è sorto?

Da dove questa creazione sia sorta,
se lui l’ha fondata oppure no:
lui che la sorveglia nel più alto dei cieli,
lui solo lo sa, o forse non lo sa.”

Nota: il testo che riporto è una traduzione da una traduzione inglese, ma il senso generale è coerente con quello delle altre traduzioni che ho trovato, sia in inglese che in italiano.

Lustiger, cardinale cattolico, ed ebreo

From The Economist, Aug 16th 2007

Aaron Jean-Marie Lustiger, cardinale di Parigi, ebreo di origini polacche; sua madre morì ad Auschwitz.

AT THE funeral of Jean-Marie Lustiger, at Notre Dame de Paris on August 10th, his second cousin Jonas Moses-Lustiger read a psalm in Hebrew and placed on the coffin a jar of earth that had been gathered on the Mount of Olives. Then another cousin, Arno Lustiger, bent over the coffin to recite Kaddish. Only when those things were done was the body of Cardinal Lustiger carried inside the cathedral, where Catholic panoply took over.
There was no question of mixing the rites; the cardinal, said his staff, would not have liked that. Yet they were mixed in himself. He was a Jew by birth, instinct, emotion and devotion; he was a Catholic by conversion and conviction. He cracked Jewish jokes, and put on a suit and kippa to go to synagogue, although the evening would find him in his soutane again. For him, Christianity was simply the fruit of Judaism; his first religion came to completion in his second. Christ, in his eyes, was the Messiah of Israel, his cross worthy of a yellow star. And since the mission of Israel was “to bring light to the goyim”, preaching the gospel became his own mitzvah.

Every detail of his funeral, with its two rites, he carefully arranged himself. Then he wrote his epitaph:
I was born Jewish. I received the name of my paternal grandfather, Aaron. Having become Christian by faith and baptism, I have remained Jewish. As did the Apostles.

David Grossman

8/11/2006
David Grossman, ospite nella trasmissione di La7 L’Infedele, condotta da Gad Lerner.

Parlano di Bruno Schulz, considerato affine a Kafks, un genio, ucciso per scherzo dalle SS nel 1942 e autore di un libro pubblicato da Einaudi, Le botteghe color cannella.
Probabile che Schulz sia citato nel libro di Grossman Vedi alla voce amore.

Sembrano interessanti, di Grossman, anche i libri per bambini e per adolescenti.

Costantinopoli 1204 lo scontro di civiltà voluto dall’Occidente

di Silvia Ronchey, La Stampa 30/10/2006

Quando Benedetto XVI nel suo discorso di Ratisbona del 12 settembre ha evocato la frase antislamica di un imperatore bizantino, molti avrebbero potuto credere che l’idea della «cattiveria assoluta» di Maometto fosse diffusa nell’Impero cristiano d’oriente, quello che per otto secoli fu a più stretto contatto con l’Islam. Niente di meno vero. Se vogliamo comprendere la realtà di oggi, il cosiddetto «scontro di civiltà», dobbiamo tenere conto che la guerra santa e la disinvoltura nel convertire con la spada, durante il Medioevo, appartenevano più all’immagine degli occidentali che a quella degli islamici. Anzi, spesso Bisanzio si alleò con l’Islam proprio per difendersi dall’aggressione dei crociati e dal proselitismo confessionale dei papi nei Balcani e nella Mitteleuropa. È in funzione antioccidentale che l’alleanza col grande Saladino, ad esempio, fu inaugurata da un imperatore geniale e carismatico come Andronico Comneno, il protagonista maschile de L’Impero perduto. Vita di Anna di Bisanzio di Paolo Cesaretti (Mondadori, 381 pagg., 19 euro).