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Due punti come separatore

Ancora Alessandro Manzoni citato nel libro di Gensini, questa volta da un testo del 1868, “Dell’unità della lingua e dei mezzi di diffonderla”.

“Ci pare di dover distinguere i mezzi che sarebbe fattibile di mettere in pratica, anche senza attendere la formazione del nuovo vocabolario, da quegli altri che, di necessità, devono seguirne la pubblicazione.
I primi sarebbero: insegnanti di Toscana, nel maggior numero possibile, o anche educati in Toscana, da mandarsi nelle scuole primarie delle diverse province; esclusivamente toscani, ove ce ne sia, per le cattedre di lingua nelle scuole magistrali e normali:
Alcuni sussidi, sui fondi appositi iscritti per le scuole primarie nel bilancio del Ministero dell’istruzione pubblica, da assegnarsi a que’ Comuni che si provvedessero di maestri nati od educati in Toscana:
Conferenze tra l’anno, od anche solo ne’ mesi autunnali, nelle quali de’ maestri e delle maestre di Toscana si rechino nelle varie province, per intrattenere i maestri e le maestre delle scuole primarie in letture di libri classici e di libri moderni (pezzi opportunamente scelti) notando gli arcaismi dei primi, e sostituendo le locuzioni dell’uso, avvertendo i provincialismi, i neologismi inutili de’ secondi, colla stessa sostituzione:
Persone competenti, delegate nelle città capoluoghi dalla primaria magistratura, ed ufizialmente, che rivedano non solo qualunque iscrizione, avviso, od insegna devasi esporre in pubblico, ma anche le notizie che gli uffici regi o municipali forniscono ai giornalisti, per le loro cronache quotidiane:
Abbecedari, catechismi e primi libri di lettura nelle scuole, scritti o almeno riveduti da Toscani, sempre colla mira di cercare la diffusione della lingua viva:
Dare, come premio, a qualche allievo ed allieva delle scuole normali e magistrali, che ne abbiano fornito il corso con profitto e segni d’eminente capacità, il mezzo di passare un’annata scolastica in Firenze, per farci la pratica in una delle migliori scuole primarie:
Raccomandare ai membri de’ corpi scientifici, quando la trattazione delle materie essenziali ne concedesse loro il tempo, di determinare fra loro le norme per una concorde e costante nomenclatura in que’ rami scientifici che sono più accessibili al pubblico, come la storia naturale, la meccanica, la matallurgia, ecc.

I mezzi di diffusione poi, i quali dovrebbero seguire la pubblicazione del nuovo vocabolario sarebbero:
Provvedere che tutte le scuole governative, cos’ dette secondarie, abbiano per ciascuna classe, degli esemplari del nuovo vocabolario, in quantità proporzionata al numero degli alunni:
Curare che del vocabolario si faccia anche un’edizione la più economica possibile, per renderne facile l’acquisto a ciascuno scolare:
Avere, per le scuole elementari ed anche per le scuole tecniche, de’ piccoli vocabolari domestici d’arti e mestieri, compilati sul nuovo vocabolario della lingua, e alcuni, anche, figurati:
Dare in premio, nelle diverse scuole, insieme ad un’opera di bona letteratura, una copia del vocabolario, od anche, secondo la scuola, de’ piccoli vocabolari che ne sono estratti:
Cercare che, anche in tutte le scuole femminili, i libri i più elementari sieno raccomandati o prescritti in modo che si diffonda sempre più, nelle città e nelle campagne, la cognizione della bona lingua viva, affinché si giunga così, a poco a poco, a renderla nota e familiare anche ai bambini.”

Alessandro Manzoni e l’ingegno

“I doni dell’ingegno non si acquistano, come lo indica il nome stesso; ma tutto ciò che lo studio, che la diligenza possono dare, non istarebbe certamente per me ch’io non lo acquistassi.”

è dalla seconda Introduzione (1823) a “Fermo e Lucia”.

Riportato da Stefano Gensini, “Breve storia dell’educazione linguistica dall’Unità ad oggi”, Carocci 2005. Tra l’altro, il libro tratta il difficile e tormentato processo che ha portato all’adozione generalizzata di una lingua italiana unitaria a partire dai dialetti. Molte affinità con il processo che stiamo vivendo in direzione di un’adozione generalizzata della lingua inglese.