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Le origini della mafia in Sicilia

La mafia nasce con l’unità d’Italia, negli anni successivi al 1860, ma ha uno sviluppo decisivo dopo una forte siccità nel 1893.

La siccità porta i lavoratori delle campagne a unirsi nei Fasci Siciliani dei Lavoratori, un movimento socialista, per richiedere migliori condizioni ai proprietari terrieri. I proprietari terrieri non ricevono aiuto dal governo di Giolitti, e si rivolgono alla mafia che attacca i fasci e inizia così a crescere.

Un articolo su Quartz “How a severe drought in Sicily in 1893 created the Mafia” riporta e sintetizza i risultati di una ricerca storica di Daron Acemoglu, Giacomo De Luca e Giuseppe De Feo, “Weak States: Causes and Consequences of the Sicilian Mafia” (scaricabile a pagamento).

Crimini di guerra italiani, nelle colonie

All’estero si pubblicano libri sui crimini di guerra commessi nel secolo scorso dagli italiani in Libia e Etiopia. Certo, non solo da noi, però anche da noi.

Qui si evita di parlarne. E solo dopo trent’anni si è potuto vedere il film Il leone del deserto.

https://www.economist.com/news/books-and-arts/21725277-italians-it-was-garden-variety-colonial-atrocity-ethiopians-it-was-modern

L’Italia delle religioni: un pluralismo sprecato

Finita la secolarizzazione, riprende la dimensione religiosa. O almeno, sostiene il teologo Brunetto Salvarani, siamo in una post-secolarizzazione, caratterizzata dalla diversità dell’offerta e della domanda religiosa.

Non solo più le piccole minoranza storiche di ebrei e valdesi accanto al cattolicesimo dominante. Un milione e mezzo di italiani professano fedi diverse dalla cattolica, oltre ad alcuni milioni di immigrati. Oltre alla religione fai-da-te, che Salvarani chiama designer religion

Questa eterogeneità è potenzialmente una ricchezza, che va gestita in termini di rischi e opportunità a livello culturale, sociale, politico.

http://www.settimananews.it/saggi-approfondimenti/litalia-delle-religioni/

Incredibile Trenitalia

Attenzione ai requisiti degli stakeholder? Usabilità dei sistemi? Un caso da manuale: Trenitalia. Non voglio parlare del servizio agli utenti sui treni, inqualificabile (e non certo per colpa del personale viaggiante, poveretti). Neppure del rinnovo delle stazioni, con il peggioramento delle condizioni per i viaggiatori (sempre meno posti a sedere, sparizione delle fontanelle, continui bombardamenti pubblicitari dai monitor, a fronte di poche e tardive segnalazioni utili). Ciò che trovo davvero incredibile è il nuovo sistema di consultazione dell’orario e di prenotazione via internet. Non è più possibile vedere il percorso di viaggio con le fermate intermedie. Non è più possibile sapere se è permesso il trasporto biciclette. Non è più possibile sapere se è previsto il trasporto di persone con handicap fisici. Anzi, sì, è possibile. Ma solo sul sito (in italiano) delle ferrovie tedesche: http://www.bahn.com/i/view/ITA/it/index.shtml L’ho scoperto grazie a questo articolo.